La biodiversità agricola in Puglia si misura oggi anche dallo spazio. Un nuovo studio scientifico, pubblicato sulla rivista internazionale Land (MDPI) e condotto da un team del CIHEAM Bari guidato da Ayantu Tadesse Deressa con la collaborazione del nostro agronomo Mariano Fracchiolla, ha combinato immagini satellitari Sentinel-2 e rilievi drone per mappare con precisione il paesaggio agricolo di Ruvo di Puglia, cuore del Bio-Distretto delle Lame. Il risultato non è solo una fotografia aggiornata del territorio, ma un vero e proprio strumento operativo per capire dove e come intervenire per rafforzare la biodiversità.
Un territorio osservato dall’alto, ettaro per ettaro
Per aggiornare i dati ufficiali, spesso troppo datati o poco dettagliati per la pianificazione locale, il team di ricerca ha unito due tecnologie complementari. Da un lato le immagini satellitari Sentinel-2, gratuite e disponibili con cadenza regolare durante tutto l’anno; dall’altro 14 rilievi con drone, usati per verificare sul campo cosa il satellite stava effettivamente “vedendo”. Questo doppio livello di osservazione ha permesso di produrre una mappa del territorio con un’accuratezza del 91,76% — un risultato solido, che rende i dati affidabili per la pianificazione agricola e ambientale.
Cosa è cambiato tra il 2018 e il 2024
Confrontando la nuova mappa con i dati ufficiali del 2018, lo studio individua due trasformazioni che avvengono in parallelo sullo stesso territorio.
La prima è una specializzazione delle coltivazioni permanenti: uliveti, vigneti e frutteti sono cresciuti di oltre 725 ettari, mentre i seminativi (grano e altre colture annuali) sono diminuiti di oltre 1.200 ettari. È un segnale di come l’agricoltura del territorio si stia orientando sempre più verso produzioni di qualità e a lungo termine.
La seconda è un fenomeno di rinaturalizzazione: le aree naturali e semi-naturali sono aumentate, spesso nei terreni più marginali o meno intensamente coltivati, dove la vegetazione spontanea ha ripreso spazio.

Perché più natura non basta da sola
Qui lo studio offre il suo contributo più utile per chi lavora sul territorio. Avere più aree naturali è positivo, ma gli autori sono chiari: l’eterogeneità del paesaggio genera benefici ecologici reali solo se accompagnata da continuità dell’habitat, qualità strutturale e funzionalità ecologica. In altre parole, tante piccole macchie di natura isolate tra loro non hanno lo stesso valore di uno spazio naturale connesso.
I dati lo confermano: il paesaggio delle Lame è composto da appezzamenti di dimensione media molto piccola, circa 0,25 ettari. Un mosaico ricco di elementi diversi, ma anche molto frammentato — una caratteristica che può favorire alcune specie legate agli ambienti di transizione, ma penalizzarne altre che hanno bisogno di spazi aperti e continui, come molti impollinatori.
Dalla mappa alle azioni concrete
Il vero valore aggiunto dello studio è proprio questo passaggio dalla diagnosi alla cura. Gli autori non si limitano a descrivere il territorio: propongono un quadro metodologico che integra classificazione satellitare, validazione sul campo e indicatori di ecologia del paesaggio, offrendo al Bio-Distretto una base conoscitiva concreta per orientare le scelte future.
Le azioni indicate sono precise:
- Ripristinare siepi con specie autoctone, per ricreare corridoi naturali tra un appezzamento e l’altro
- Conservare le fasce di vegetazione spontanea ai margini dei campi
- Proteggere le piccole aree naturali che fungono da tappe per la fauna selvatica in movimento
- Adottare pratiche a basso impatto nelle coltivazioni permanenti (uliveti, vigneti, frutteti)
Sono interventi alla portata delle aziende agricole del territorio, e coerenti con il modo in cui il Bio-Distretto delle Lame lavora ogni giorno per coniugare produzione e tutela ambientale.
Perché questo studio conta per il Bio-Distretto delle Lame
Al di là dei risultati specifici, lo studio rappresenta un tassello importante per la credibilità scientifica del territorio: dimostra che le trasformazioni del paesaggio delle Lame Murgiane possono essere misurate, monitorate e guidate con strumenti rigorosi, non solo osservate. È esattamente l’approccio che il Bio-Distretto porta avanti attraverso i suoi progetti europei, mettendo insieme ricerca, comunità agricola e istituzioni.
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FAQ
Cos’è la biodiversità agricola e perché è importante per la Puglia? La biodiversità agricola è la varietà di specie vegetali, animali e microrganismi presenti in un territorio coltivato. In Puglia, dove il paesaggio agricolo occupa gran parte del territorio, sostenerla significa garantire servizi essenziali come l’impollinazione, la fertilità del suolo e il controllo naturale dei parassiti.
Come funziona il monitoraggio satellitare del paesaggio agricolo? Il monitoraggio combina immagini satellitari gratuite (Sentinel-2), che osservano il territorio con regolarità durante tutto l’anno, con rilievi diretti tramite drone. Questi ultimi servono a verificare sul campo l’accuratezza di quanto rilevato dal satellite, producendo mappe aggiornate e affidabili.
Cosa dice lo studio sul paesaggio agricolo di Ruvo di Puglia? Lo studio evidenzia un aumento delle colture permanenti (olivo, vite, frutteti) e una riduzione dei seminativi, insieme a una crescita delle aree naturali e semi-naturali. Il paesaggio risulta ricco ma frammentato, con appezzamenti di piccole dimensioni che richiedono interventi mirati per migliorare la connessione ecologica.
Come si può migliorare la biodiversità nel territorio del Bio-Distretto delle Lame? Gli autori dello studio indicano azioni concrete: ripristinare siepi con specie autoctone, conservare fasce di vegetazione spontanea, proteggere le piccole aree naturali e adottare pratiche a basso impatto nelle coltivazioni permanenti. Per conoscere le iniziative in corso, visita il sito del Bio-Distretto delle Lame.
Fonte: Deressa, A.T.; Perrino, A.; Ranieri, C.; Favia, G.; Fracchiolla, M.; Santoro, F.; Calabrese, G. “Assessing the Landscape’s Ability to Support the Agroecological Transition of Bio-Distretto Delle Lame.” Land 2026, 15, 1199. https://doi.org/10.3390/land15071199
Link diretto all’articolo: https://www.preprints.org/manuscript/202606.0594
